Disaster Recovery &

Oggi avere dei tradizionali sistemi di non risponde più alle esigenze del business; Il mercato e il mondo del lavoro richiedono almeno quella che è considerata la normale evoluzione dei backup, basata su esigenze reali che sembrano scontate. Adottare un sistema di backup, significa fare una copia dei propri dati su un supporto esterno, o nel migliore dei casi su un cloud, ma è davvero sufficiente solo questo? Supponiamo che, a causa di un disastro naturale, come un terremoto, un’alluvione o un semplice fulmine oppure per disastri dovuti all’uomo e alla tecnologia, ad esempio un incendio, un furto, una rottura delle condutture dell’acqua o per mancanza di corrente, il server dell’azienda venga danneggiato.

Avere un backup può bastare per ripristinare l’intera funzionalità di un’impresa? E se il backup effettuato magari la sera precedente non è stato validato? Quanto costa installare una nuova macchina, reinstallare il dominio e il software, ricreare le risorse e infine ripristinare i dati? E non parliamo solo di costi monetari, ma di opportunità perse! E proprio qui si fanno strada due concetti fondamentali: DISASTER RECOVERY & BUSINESS CONTINUITY

I due sembrano sinonimi, ma non lo sono. Cosa cambia? Il punto di vista: Disaster recovery prende in considerazione la quantità di dati che vengono persi; Business Continuity invece ha l’obiettivo di minimizzare gli effetti distruttivi di un evento dannoso per l’azienda; Essa si concentra su un tema molto più importante al giorno d’oggi, ovvero

“QUANTO TEMPO OCCORRE PRIMA CHE L’AZIENDA TORNI OPERATIVA??”

Oggi rimanere fermi anche solo per un’ora o un giorno significa perdere soldi e Clienti, significa spianare la strada ai concorrenti che possono facilmente avvantaggiarsi davanti alle difficoltà dell’impresa.
Facciamo un esempio: supponiamo che il server si fermi la sera, prima di fare il backup o addirittura mentre ancora è in corso, ciò significa che è stato perso il lavoro di almeno una giornata, ammesso che l’ultimo backup valido risalga al giorno prima.
Se gli utenti fossero anche solo 10, sarebbero andate perse 80 ore di lavoro!!!! Senza dimenticare che dovrà essere speso altro tempo e denaro per ripristinare i server, per riportare i dati e per rieseguire il lavoro perduto, ovvero altre 200 ore di lavoro (nel migliore dei casi)!
Se anche l’azienda fosse dotata di un sistema di backup orario, magari storicizzato per gli ultimi 100 backup, quelle 200 ore si ridurrebbero? E i costi? Tutto questo ammesso che il riacquisto e la reinstallazione di una macchina, di un nuovo sistema operativo, di tutto il software e dei dati sia istantaneo…

“MA È DAVVERO POSSIBILE??”

È proprio per questo motivo che, al backup vengono aggiunti due elementi fondamentali:

  • Recovery point: con questo termine si intendono i punti di ripristino, le “immagini” dei dati, delle applicazioni, dei server; più frequenti e storicizzati sono i recovery points, più diminuisce la quantità di dati a rischio o persi. Recovery points molto distanziati fra loro implicano un aumento della possibilità di perdere informazioni. Se il backup assicura unicamente il salvataggio dei dati, in caso di disastro prima di poter tornare in attività passa molto tempo. Quindi avere molti recovery points significa avere dati salvati molto aggiornati.

  • Recovery time: indica il tempo necessario all’azienda per tornare operativa; avere recovery time bassi vuol dire ritornare operativi velocemente anche in caso di calamità.

DUNQUE, QUANTO DENARO E OPPURTUNITÀ VENGONO PERSE? NE VALE LA PENA?

 

Oggi, tornare operativi all’istante è un’esigenza importante per l’impresa, spesso significa sopravvivenza.
Statisticamente, ogni anno un’impresa su cinque deve fronteggiare un problema di interruzione dei servizi operativi e un’azienda su dieci, tra chi ha accusato il colpo, ha perso clienti e fatturato.
Il business ci obbliga ad essere sempre più operativi, e quindi a strutturare l’organizzazione in modo da limitare al massimo i tempi di rispristino in caso di eventi che mettono a rischio l’operatività dell’azienda. E non parliamo solo di ripristino dei dati, ma bensì di tutta l’infrastruttura e delle applicazioni.

Il mercato oggi fornisce strumenti e possibilità straordinarie a prezzi bassissimi (spesso “inclusi nel prezzo”).
Le nuove tecnologie permettono già di poter creare dei recovery time che sfiorano i 5 minuti. Significa che se si danneggia un server, l’azienda può tornare operativa in soli 10 minuti!
Info4U conosce perfettamente questo tipo di esigenze e grazie alla sua consolidata esperienza sul campo è in grado di offrirti le migliori soluzioni hardware e software.

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